Piave Malanotte DOCG
Il Piave Malanotte, o Malanotte del Piave, è una denominazione riconosciuta nel 2010. Prende il nome da Borgo Malanotte, a Tezze di Piave, ed è ottenuto principalmente da uve Raboso Piave, in parte appassite. Prima dell'immissione al consumo è previsto un invecchiamento di almeno trentasei mesi.
Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.
Caratteristiche
Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.
Piave Malanotte
- Colore
- «rosso rubino intenso con riflessi violacei, tendente al granato con l’invecchiamento»
- Odore
- «tipico, di marasca/ciliegia, speziato»
- Sapore
- «austero, sapido, caratteristico»
- Titolo alcolometrico minimo
- 12,50% vol (totale effettivo)
Art. 6

Territorio
L'area di produzione si sviluppa lungo l'asse del fiume Piave, in una zona di media-bassa pianura che si estende dai confini nord-orientali della provincia di Treviso con il Friuli fino alla foce, dalle colline di Conegliano e del Montello fino al primo entroterra della città di Venezia. Le uve destinate alla denominazione devono essere prodotte nell'intero territorio ricadente nel bacino del Piave, con l'esclusione delle zone non ritenute idonee alla produzione di vini di qualità e di pregio.13
I suoli sono costituiti da depositi alluvionali rilasciati in origine dai ghiacciai e successivamente dal fiume Piave: presentano un'elevata percentuale di scheletro nella parte settentrionale, argille nella fascia centrale e sabbie fini in quella meridionale. Secondo il disciplinare sono suoli caldi, con elevata profondità esplorabile dalle radici, assenza di ristagni, scarsa sostanza organica e un contenuto equilibrato di fosforo e magnesio, che riducono la vigoria delle piante. Sono ritenuti idonei i terreni di origine sedimentaria-alluvionale, di natura prevalentemente argillosa, calcarea e ghiaiosa, mentre sono esclusi i terreni torbosi, umidi e quelli decisamente silicei.13
Il clima della zona è temperato, con estati calde e inverni mai troppo freddi; in autunno concede ancora giornate soleggiate e asciutte. Le correnti provenienti da nord-est abbassano le temperature notturne nei mesi di ottobre e novembre. Le precipitazioni sono distribuite in modo discreto lungo il periodo vegetativo, più abbondanti nelle zone vicine alle colline e minori procedendo verso sud.13
Il vino deve essere ottenuto da uve con una composizione ampelografica che prevede Raboso Piave per almeno il 70% e Raboso veronese fino al 30%; quest'ultimo può essere sostituito, nella misura massima del 5%, da altre varietà a bacca rossa idonee alla coltivazione nelle province di Treviso e Venezia. Una quota di uve Raboso Piave e/o Raboso veronese, tra il 15% e il 30% del totale, viene sottoposta ad appassimento. La resa massima di uva ammessa è di 12 tonnellate per ettaro di vigneto a coltura specializzata.1

Storia
Il disciplinare fa risalire la coltivazione della vite nel territorio alla costruzione della via consolare Postumia da parte dei Romani. Il nome della denominazione deriva da Borgo Malanotte, borgo medievale situato a Tezze di Piave, in provincia di Treviso, inserito tra i Borghi Europei del Gusto.13
Secondo il disciplinare, le bottiglie del Malanotte furono apprezzate per la prima volta all'inizio degli anni '80. Nel 2010 il Piave Malanotte, o Malanotte del Piave, ha ottenuto dal Ministero il riconoscimento della DOCG.1
La denominazione è tutelata dal Consorzio Vini Venezia, nato nel 2011 dall'unione tra il Consorzio di Tutela DOC Lison Pramaggiore e il Consorzio Vini del Piave DOC.2
Servizio
Il vino non può essere immesso al consumo se non dopo un periodo di invecchiamento di almeno trentasei mesi, di cui almeno dodici in botte e quattro in bottiglia, a decorrere dal primo novembre dell'anno della vendemmia.1
Deve essere confezionato nelle tradizionali bottiglie di vetro scuro, fino a una capacità massima di 9 litri, chiuse con tappo raso bocca; per le bottiglie fino a 0,375 litri è consentito l'uso del tappo a vite.1
Denominazioni collegate
Zona di produzione
Comuni della zona
- Arcade
- Breda di Piave
- Carbonera
- Casale sul Sile
- Casier
- Ceggia
- Cessalto
- Chiarano
- Cimadolmo
- Codognè
- Colle Umberto
- Conegliano
- Cordignano
- Eraclea
- Fontanelle
- Fossalta di Piave
- Gaiarine
- Giavera del Montello
- Godega di Sant'Urbano
- Gorgo al Monticano
- Jesolo
- Mansuè
- Marcon
- Mareno di Piave
- Maserada sul Piave
- Meolo
- Mogliano Veneto
- Monastier di Treviso
- Montebelluna
- Motta di Livenza
- Musile di Piave
- Nervesa della Battaglia
- Noventa di Piave
- Oderzo
- Ormelle
- Orsago
- Paese
- Ponte di Piave
- Ponzano Veneto
- Portobuffolè
- Povegliano
- Preganziol
- Quarto d'Altino
- Roncade
- Salgareda
- San Biagio di Callalta
- San Donà di Piave
- San Fior
- San Polo di Piave
- San Vendemiano
- Santa Lucia di Piave
- Silea
- Spresiano
- Susegana
- Torre di Mosto
- Trevignano
- Vazzola
- Venezia
- Villorba
- Vittorio Veneto
- Volpago del Montello
- Zenson di Piave
Nella stessa zona
Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.
- Colli di Conegliano DOCG
- Conegliano Valdobbiadene – Prosecco DOCG
- Montello Asolo DOC
- Riviera del Brenta DOC
Domande frequenti
Da dove deriva il nome Piave Malanotte?
Deriva da Borgo Malanotte, borgo medievale situato a Tezze di Piave, in provincia di Treviso.
Quali uve si utilizzano per produrlo?
Si utilizzano uve Raboso Piave per almeno il 70% e Raboso veronese fino al 30%, con la possibilità di sostituire quest'ultimo, fino al 5%, con altre varietà a bacca rossa idonee; una quota tra il 15% e il 30% delle uve viene sottoposta ad appassimento.
Quanto deve invecchiare prima di essere messo in commercio?
Non può essere immesso al consumo se non dopo almeno trentasei mesi di invecchiamento, di cui almeno dodici in botte e quattro in bottiglia, a decorrere dal primo novembre dell'anno della vendemmia.
Quando ha ottenuto il riconoscimento DOCG?
Nel 2010 il Piave Malanotte, o Malanotte del Piave, ha ottenuto dal Ministero il riconoscimento della DOCG.
In che zona si produce?
Nella media-bassa pianura lungo il fiume Piave, nel territorio che si estende dai confini nord-orientali della provincia di Treviso con il Friuli fino alla foce, dalle colline di Conegliano e del Montello fino al primo entroterra della città di Venezia.
Come deve essere confezionato il vino?
In bottiglie di vetro scuro fino a una capacità massima di 9 litri, con tappo raso bocca; per i formati fino a 0,375 litri è ammesso il tappo a vite.
Cantine della denominazione
Fossalta di Piave
- Casa Vin. Botter Carlo
- De Stefani
Maserada sul Piave
- Tenuta San Giorgio
Motta di Livenza
- Moletto
Noventa di Piave
- Tessere
Oderzo
- Rechsteiner di Florian Von Stepski-doliwa
Ormelle
- Cantina De Pra
Ponte di Piave
- Az. Vin. Anna Spinato
- Le Magnolie di Lorenzon Francesco
- Le Rive di Bonato Andrea & Luigi
Riese Pio X
- La Caneva dei Biasio
Salgareda
- Ornella Molon Traverso
San Biagio di Callalta
- Adriana Zambon Vini
San Polo di Piave
- Antonio Facchin & Figli
- Bonotto Giorgio
- Ca' di Rajo di Cecchetto Bortolo & S.
- Gambrinus
- Tenuta Capoest
Vazzola
- Cantina Sociale Tezze di Piave S.a.c.
- Galileo
- Tenuta Bonotto delle Tezze di Bonotto Antonio
Villorba
- La Cantina Pizzolato
Zenson di Piave
- Barbaran Vigne e Vini
Fonte: elenco dei produttori del Consorzio di tutela.
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Fonti
- Disciplinare di produzione Piave Malanotte o Malanotte del Piave DOCG (MASAF)
- Consorzio Vini Venezia, Chi siamo
- Consorzio Vini Venezia, DOCG Malanotte del Piave
- Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)
Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 09/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.