Bardolino DOC

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Il Bardolino è una denominazione di origine controllata prodotta nella sponda orientale del Lago di Garda, in un'area divisa in 16 comuni. Il disciplinare è stato approvato con DPR il 28 maggio 1968.

Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.

Caratteristiche

Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.

Bardolino

Colore
«rosso rubino tendente a volte al cerasuolo che si trasforma in granato con l’invecchiamento»
Odore
«caratteristico, vinoso»
Sapore
«asciutto, sapido, armonico»
Titolo alcolometrico minimo
10,50% vol (totale)

Art. 6

Bardolino Chiaretto

Colore
«rosa chiaro anche tendente all’aranciato»
Odore
«caratteristico, fruttato, delicato»
Sapore
«morbido, sapido, armonico»
Titolo alcolometrico minimo
10,50% vol (totale)

Art. 6

Bardolino Chiaretto spumante

Colore
«rosa chiaro anche tendente all’aranciato»
Sapore
«da dosaggio zero a demi-sec, fresco, sapido, persistente»
Titolo alcolometrico minimo
11,50% vol (totale)

Art. 6

Bardolino novello

Colore
«rosso rubino chiaro»
Odore
«caratteristico intenso fruttato»
Sapore
«asciutto, morbido, sapido, leggermente acidulo fresco, talvolta leggermente vivace»
Titolo alcolometrico minimo
11,00% vol (totale)

Art. 6

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Territorio

Il Bardolino è prodotto nella sponda orientale del Lago di Garda. L'area occupa il settore veneto dell'anfiteatro morenico del lago, formato dai ghiacciai che modellarono il bacino gardesano. La denominazione copre un'area divisa in 16 comuni.45

Il territorio è caratterizzato da suoli morenici e da un microclima influenzato dal lago, dal Monte Baldo e dalla vallata dell'Adige. Dal 2002 al 2005 un progetto di zonazione viticola ha individuato più di sessanta diverse tipologie di suoli nell'area di produzione, arrivando a contarne 66.357

Il disciplinare prevede tre sottozone, corrispondenti a tre microclimi distinti. La sottozona che prende nome dal colle della Rocca comprende le porzioni dei territori comunali di Bardolino, Castelnuovo del Garda, Garda, Lazise, Peschiera del Garda e Torri del Benaco ricadenti nell'area del Bardolino. La sottozona Montebaldo comprende le porzioni dei comuni di Affi, Caprino Veronese, Cavaion Veronese, Costermano sul Garda e Rivoli Veronese. La sottozona Sommacampagna comprende le parti dei comuni di Bussolengo, Pastrengo, Sommacampagna, Sona e Valeggio sul Mincio ricomprese nella zona di produzione del Bardolino.7

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Storia

I più antichi reperti riferiti all'uso del vino nell'attuale territorio del Bardolino sono di epoca romana, composti da oggetti destinati ai riti religiosi, come situle e pàtere, e alla conservazione del vino, come anfore. Una villa rustica è stata individuata in prossimità della chiesetta di San Vito di Cortelline, sulle colline di Bardolino.3

Nell'807 un monastero veronese ricevette da re Pipino una chiesa a Bardolino e i terreni di sua pertinenza; presso la chiesa esisteva una "caneva", cantina che serviva da deposito per gli affitti in natura versati da chi coltivava le terre del monastero. Un documento dell'893 attesta la donazione al medesimo monastero di terre con olivi e vigne nei pressi della chiesa di San Severo, da parte di re Berengario I.34

Sul colle della Rocca, che dà nome a una delle sottozone del Bardolino, sorgeva in epoca altomedievale il castello chiamato Rocca di Garda, che diede il proprio nome all'intero lago, prima noto come Benaco. Il rilievo comprende due alture, denominate Rocca vecchia, alta 294 metri, ed Eremo, alto 309 metri.7

Montebaldo, nome di una delle tre sottozone previste dal nuovo disciplinare, compare nel 1816 nel "Viaggio al Lago di Garda e al Monte Baldo" di Ciro Pollini, che lo dice "chiamato a buona ragione l'Orto d'Italia". Già nel 1566 Francesco Calzolari aveva scritto il "Viaggio di Monte Baldo".7

Nel 1820, nella "Descrizione di Verona e della sua Provincia", Giovanni Battista da Persico affermava che i Bardolino potevano prendere con l'età il colore del vino di Borgogna, per essere messi in commercio solo allora, sfuggendo ai pregiudizi legati alla valutazione della tonalità.3

Le prime analisi chimiche della produzione vinicola di Bardolino risalgono al 1873. La tradizione attribuisce al 1896 l'elaborazione, sul lago di Garda, della formula per la preparazione del vino Chiaretto, tipico della zona, da parte del senatore, avvocato e scrittore veneziano Pompeo Molmenti.1

Nel 1897 lo scrittore Giuseppe Solitro, parlando dei vini del Garda, scrisse che tra i più reputati della regione erano quelli di Bardolino, il cui nome correva in tutta l'Italia, in competizione con i migliori vini della penisola.3

Nel 1900, nel volume "La Provincia di Verona ed i suoi vini", riferito a ricerche degli anni precedenti, Giovanni Battista Perez descrisse il vino di colore rosso-chiaro del distretto di Bardolino e individuò tre aree nel territorio del Bardolino: i contrafforti di Montebaldo (distretto di Caprino), la regione morenica superiore o Gardense (distretto di Bardolino) e i colli morenici inferiori (distretto nord di Villafranca).13

Nel 1926 viene costituito il primo "Consorzio di difesa del vino tipico Bardolino". Negli anni '20 la Mostra Campionaria Vini Veronesi di Verona premiò il Bardolino con la definizione di "vino tipico" ben caratterizzato.13

Nel 1931 la Regia Stazione sperimentale di Conegliano descrisse il Bardolino come "asciutto, giustamente tannico ed acido". Nel 1935 Paolo Monelli lo raccontò come "grazioso, lieve, salatino, di lucido colore".3

Nel 1937 viene istituito il "Consorzio di difesa per la tutela dei vini pregiati veronesi", che include il Bardolino tra le tipologie tutelate.1

Negli anni '40 e '50 bottiglie etichettate come "Bardolino" o "Bardolino Extra" vengono già esportate negli Stati Uniti. Nel 1961 Luigi Veronelli, nella guida "I vini d'Italia", definì "simpatico" il Bardolino. Nel 1964, in un libretto dedicato a Bardolino, Franca Cipriani disse che il vino del luogo era apprezzato ormai in tutto il mondo, grazie anche all'opera svolta da serie case vinicole locali.13

La storia moderna del Bardolino ha ufficialmente origine il 28 maggio 1968, data di approvazione del decreto presidenziale che istituisce la DOC. Il Consorzio di tutela del vino Bardolino DOC viene istituito nel 1969, un anno dopo l'adozione della DOC.1234

Nel 1970 Zeffiro Bocci scriveva che nelle zone viticole veronesi adiacenti al Benaco si era sempre prodotto un Chiaretto del Garda ben definito.1

Nel 2011 il mensile britannico "Decanter" inserì il Bardolino fra i dieci stili di vino italiani da seguire con maggiore attenzione. Nel 2012 la guida "Vini d'Italia" del Gambero Rosso iniziò ad assegnare i propri "tre bicchieri" al Bardolino.3

Nel 2015 il Consorzio di tutela avviò il progetto "Bardolino Village", volto a definire le caratteristiche zonali dei vini. Nel 2018 l'Assemblea dei Soci del Consorzio di tutela approvò la proposta di introduzione di tre sottozone nel disciplinare di produzione; il nuovo disciplinare è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nell'aprile del 2021, e le tre sottozone corrispondono ai distretti già individuati a fine Ottocento.37

Servizio

Dalla vendemmia 2011 tutte le bottiglie di Bardolino e di Chiaretto di Bardolino recano obbligatoriamente sul collo la fascetta di Stato, contrassegno a tutela del consumatore contro i rischi di contraffazione.2

La temperatura di servizio consigliata per il Bardolino è di 14-16°C, con possibilità di servirlo leggermente più fresco in estate, a 12°C. Il bicchiere consigliato è un calice a tulipano di media grandezza. Dopo l'apertura è consigliato un riposo di 10-15 minuti. Il Bardolino è indicato da bere giovane, entro 2-3 anni.5

Per i vini delle sottozone si consiglia un servizio tra 14 e 16°C, con possibilità di una leggera riduzione fino a 12-13°C in estate.7

Il Chiaretto di Bardolino dà il meglio servito freddo, tra 8 e 10°C; nella versione spumantizzata la temperatura di servizio scende a 6-8°C. Il bicchiere consigliato è il calice a tulipano. È da bere entro 1-2 anni, conservato in luogo fresco, lontano da luce e calore.6

Denominazioni collegate

Zona di produzione

Mappa dei comuni della zona di produzione
Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0).

Comuni della zona

  • Zona Classica, in tutto o in parte
  • Resto della zona
  • Affi
  • Bardolino
  • Cavaion Veronese
  • Costermano sul Garda
  • Garda
  • Lazise
  • Bussolengo
  • Caprino Veronese
  • Castelnuovo del Garda
  • Pastrengo
  • Peschiera del Garda
  • Rivoli Veronese
  • Sommacampagna
  • Sona
  • Torri del Benaco
  • Valeggio sul Mincio

Nella stessa zona

Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.

Domande frequenti

Quando è nata la DOC Bardolino?

Il disciplinare del Bardolino è stato approvato con DPR il 28 maggio 1968.

Quali vitigni si usano per produrre il Bardolino?

Il vitigno principale è la Corvina Veronese, che può arrivare fino al 95% dell'uvaggio a condizione che vi sia almeno un 5% di Rondinella; la Molinara può concorrere fino a un massimo del 15%; il disciplinare consente anche piccole aggiunte di altri vitigni locali a bacca rossa.

Quali sono le sottozone del Bardolino?

Il disciplinare prevede tre sottozone: Montebaldo, Sommacampagna e quella che prende nome dal colle della Rocca. Nel 2018 l'Assemblea dei Soci del Consorzio di tutela approvò la proposta di introdurle; il nuovo disciplinare che le prevede è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nell'aprile del 2021.

A che temperatura si serve il Bardolino?

La temperatura di servizio consigliata è 14-16°C, servibile anche più fresco, a 12°C, in estate.

In cosa si distinguono i vini delle sottozone?

Per i vini delle tre sottozone la resa massima scende a 100 q/ha; questi vini hanno una buona tenuta nel tempo, con evoluzioni nei primi 3-5 anni dalla vendemmia, mentre il Bardolino è indicato da bere giovane, entro 2-3 anni.

Che cos'è il Corvinone?

Il Corvinone può sostituire la Corvina Veronese fino a un massimo del 20%. Fino al 1993, anno della sua iscrizione al Registro delle varietà, era confuso con la Corvina Veronese grossa.

Cantine della denominazione

Affi

  • Cantina Caorsa
  • Poggi Giorgio
  • Tenuta Bardali / Cantine Giubertoni

Bardolino

  • Bigagnoli
  • Ca Zerbetto
  • Ca' Bottura
  • Campostrini Marco
  • Cantina Casetto
  • Casaretti
  • Colle dei Cipressi
  • Corradini Renato
  • Costadoro di Lonardi Valentino
  • Delibori
  • Enoitalia
  • Gruppo Italiano Vini
  • Guerrieri Rizzardi
  • La Cà
  • La Rocca
  • Le Vai
  • Lenotti
  • Monte Oliveto
  • Raval
  • San Zeno
  • Tenuta Eugenio Girardelli
  • Tre Colline
  • Valetti Luigi
  • Vigneti Villabella
  • Villa Calicantus
  • Zeni 1870

Brentino Belluno

  • Roeno

Bussolengo

  • Bertoldi
  • Il Pignetto
  • Montecroce
  • Morando Lorenzo

Caprino Veronese

  • Cantina Gentili
  • Cantina Vinicio Bronzo
  • Montezovo
  • Tenuta La Presa

Castelnuovo del Garda

  • Cantina di Castelnuovo del Garda (Cantine Vitevis)
  • Corte Sant'Arcadio
  • Giovanna Tantini
  • Poggio delle Grazie

Cavaion Veronese

  • Bellora Tenuta di Naiano
  • Canella
  • Cristiana Bettili
  • Cà dei Colli
  • Dante Righetti
  • Gerardo Cesari
  • Le Fraghe di Matilde Poggi
  • Marchesini Fratelli
  • Righetti Enzo

Colognola ai Colli

  • Fasoli Gino

Costermano sul Garda

  • Garda Natura

Dolcè

  • Cantina Vini Armani A. – Terre Dominici
  • Cristini Giuseppe

Illasi

  • Santi

Lazise

  • Bergamini Vini
  • Cantina La Pesenata
  • Corte Gioliare
  • Girardi Giuseppe e Giampietro
  • Le Caldane
  • Le Ginestre
  • Le Tende di Fortuna e Lucillini
  • Marchesini Family Winery
  • Meneghello
  • Oasi del Pigno
  • Roccolo del Lago
  • Tinazzi
  • Villa La Bagatta

Marano di Valpolicella

  • Giuseppe Campagnola

Negrar di Valpolicella

  • Cantina Valpolicella Negrar – Domini Veneti
  • Sartori di Verona

Pastrengo

  • Benazzoli
  • Boschetti Anacleto
  • Corte Campara
  • Lamberti
  • Perantoni

Pescantina

  • Monteci

Peschiera del Garda

  • Frezza
  • Le Morette
  • Zenato

Pozzolengo

  • Carlo Zenegaglia

Rivoli Veronese

  • Cà Cerù
  • Gasparini

San Pietro in Cariano

  • Bolla
  • Bonazzi Dario e Fabio
  • Tommasi Viticoltori

Sant'Ambrogio di Valpolicella

  • Aldegheri

Soave

  • Cadis 1898

Sommacampagna

  • Aldo Adami
  • Cantina di Custoza
  • Cascina Mondator
  • Cavalchina
  • Gorgo
  • La Bacheta
  • Le Vigne di San Pietro
  • Monte del Frà
  • Ronca
  • Tabarini
  • Tamburino Sardo
  • Villa Medici

Sona

  • Faccioli Enzo
  • Fructus Vinea
  • Giarola
  • Lonardi
  • Villa Merighi

Valeggio sul Mincio

  • Corte Fornello
  • Corte Gardoni
  • Corte Mamaor
  • Le Muraglie
  • Monte dei Roari
  • Pezzini Albino
  • Seiterre – Tenuta San Leone
  • Valbusa

Verona

  • Cantina di Valpantena
  • Giacomo Montresor

Villafranca di Verona

  • Albino Piona
  • Cantina Cà Fiosse
  • Menegotti
  • Pigno

Fonte: elenco dei produttori del Consorzio di tutela.

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Fonti

  1. Disciplinare di produzione Bardolino DOC (MASAF)
  2. Consorzio Tutela Vino Bardolino, Il consorzio
  3. Consorzio Tutela Vino Bardolino, Radici viticole del territorio
  4. Consorzio Tutela Vino Bardolino, Zona di produzione
  5. Consorzio Tutela Vino Bardolino, Bardolino
  6. Consorzio Tutela Vino Bardolino, Chiaretto di Bardolino
  7. Consorzio Tutela Vino Bardolino, Bardolino Sottozone
  8. Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)

Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 09/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.