Pinot Grigio del Veneto: dal fresco in acciaio al ramato
Il Pinot Grigio è uno dei bianchi italiani più amati nel mondo, e il Nordest ne è la patria: qui è nata nel 2017 la DOC delle Venezie, oggi la più grande denominazione di vino bianco d'Italia, che riunisce Veneto, Friuli Venezia Giulia e la provincia di Trento. In questa pagina trovi la nostra selezione veneta — 5 etichette da 10,50 € a 60 € — con una guida a stili, denominazioni, abbinamenti e come servirlo.
Le bottiglie raccontano i due volti di questo vitigno: quello fresco e scattante, vinificato in acciaio, il classico bianco da aperitivo e da pesce; e quello ramato, ottenuto lasciando il mosto a contatto con le bucce grigio-rosate dell'uva, che regala colore rame, corpo pieno e una trama quasi tannica — la versione più gastronomica, riscoperta oggi dai produttori biologici.
Pinot Grigio in breve
Le nostre etichette di Pinot Grigio
Le etichette di Pinot Grigio disponibili su VaiGustando, dalla Pedemontana Veneta al Piave. Clicca su un vino per la scheda completa e l'acquisto.
Un'uva grigia figlia del Pinot Nero
Il Pinot Grigio è una mutazione del Pinot Nero: la sua uva non è né bianca né nera ma grigio-ramata, con acini che a maturazione assumono sfumature che vanno dal rosa cenere all'ottone. È proprio questo colore della buccia a rendere possibili due interpretazioni molto diverse dello stesso vitigno, a seconda di quanto il mosto resta a contatto con le bucce.
Portato in Italia nell'Ottocento, ha trovato nel Triveneto il suo territorio ideale, tra pianure alluvionali e colline fresche. Le nostre etichette nascono in Veneto, tra la Pedemontana Trevigiana e le rive del Piave, cuore storico della produzione.
Dove nasce: la DOC delle Venezie
I Pinot Grigio del nostro catalogo arrivano dal Veneto, e rientrano nella grande denominazione del Nordest:
- Pinot Grigio delle Venezie DOC — nata nel 2017, riunisce Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trento; è la più estesa DOC di vino bianco d'Italia e la casa naturale di questo vitigno.
- Pedemontana Veneta e Piave (Veneto) — le colline tra Castelfranco e Asolo di La Caneva dei Biasio e le rive del Piave di Italo Cescon, dove nasce la linea biologica TesiRare.
A seconda della zona e dello stile, il Pinot Grigio si trova come DOC delle Venezie o come Veneto IGT, quest'ultima usata per le interpretazioni più sperimentali come i macerati.
Bianco o ramato: due stili dallo stesso vitigno
La grande particolarità del Pinot Grigio è che dalla stessa uva nascono due vini diversi:
- In bianco — il mosto viene separato subito dalle bucce: il vino è giallo paglierino, fresco, agile, con frutto di pera e mela. È lo stile più diffuso, il classico bianco da aperitivo.
- Ramato — il mosto resta a contatto con le bucce grigio-rosate per ore o giorni: il vino prende un colore rame, più corpo, una lieve trama tannica e note più mature. È lo stile veneto tradizionale, riscoperto oggi dai produttori bio come Italo Cescon con il suo TesiRare "GrigioRamato" macerato.
Accanto al ramato, la stessa cantina propone anche il TesiRare "BiancoGrigio" integro, vinificato senza macerazione: due facce biologiche dello stesso Pinot Grigio, per capire quanto pesa il contatto con le bucce.
Profilo organolettico: come riconoscerlo nel calice
Nella versione classica il Pinot Grigio è giallo paglierino, con profumi di pera, mela e fiori bianchi, e un tocco agrumato. In bocca è secco, di corpo medio-leggero, con una freschezza che invita al sorso: pulito, immediato, versatile.
La versione ramata, macerata sulle bucce, cambia registro: colore rame, corpo più pieno, frutta più matura e una lieve trama tannica che la rende un vino da tavola più che da aperitivo. La gradazione, in entrambi i casi, si aggira sui 12-13% vol.
I nostri produttori di Pinot Grigio
Due cantine venete, due modi di intendere il vitigno:
- Italo Cescon (Piave, Treviso) — dal 1957 artigiani del vino sulle rive del Piave; la loro linea biologica TesiRare esplora il Pinot Grigio in due versioni, il "BiancoGrigio" integro e il "GrigioRamato" macerato sulle bucce. Scopri la cantina →
- La Caneva dei Biasio (Cendrole, tra Castelfranco e Asolo) — il loro Pinot Grigio DOC è la versione più fresca e immediata, il bianco quotidiano da aperitivo e da pesce. Scopri la cantina →
Abbinamenti: cosa mangiare con il Pinot Grigio
Per capire con cosa bere il Pinot Grigio conviene distinguere i suoi due volti. Nella versione classica, vinificata in acciaio, è un bianco secco e scattante, dal frutto di pera e mela, con agrumi e una freschezza che invita al sorso: corpo medio-leggero, profilo pulito, il tipico vino da aperitivo e da tutto pasto che non litiga con nulla. C'è poi il ramato, ottenuto lasciando il mosto a contatto con le bucce grigio-rosate dell'uva: prende un colore rame e un corpo più pieno, con una trama quasi tannica e note più mature, e a tavola regge piatti decisamente più saporiti. In entrambi i casi l'acidità è la sua arma: sgrassa, pulisce e tiene la bocca fresca. La regola è semplice: la versione in acciaio accanto ai piatti delicati, il ramato quando il sapore sale.
- Antipasti e aperitivi, di mare e di terra
- Pesce e frutti di mare, dal crudo alla frittura
- Primi con sughi di pesce, verdure o erbe
- Carni bianche e piatti di uova
- Formaggi freschi e a pasta molle
Nel Veneto orientale, tra la Grave del Piave e la laguna, il Pinot Grigio è un bianco di casa cucito sulla cucina di pesce. In acciaio accompagna il risotto ai frutti di mare, le sarde in saor e un piatto di moleche fritte, i granchi in muta della laguna, dove la freschezza sgrassa e ripulisce. Con la primavera è il vino dei risi e bisi, la minestra veneziana di riso e piselli. Il ramato, più strutturato, alza il tiro e regge il baccalà mantecato, i primi più ricchi e persino un tagliere di salumi leggeri, tenendo testa a sapori che manderebbero in difficoltà un bianco più esile.
In sintesi: la versione in acciaio è l'aperitivo e il bianco da pesce di ogni giorno, da servire ben fresco (10-12°C), mentre il ramato macerato sulle bucce sale di corpo e accompagna carni bianche e piatti più saporiti.
Come servire e conservare il Pinot Grigio
Servi il Pinot Grigio in bianco ben fresco, a 10-12 °C, in calici da bianco. Per le versioni ramate e macerate conviene salire a 12-14 °C e usare un calice più ampio: fredde restano chiuse, mentre a temperatura corretta liberano corpo e aromi.
In cantina tieni le bottiglie coricate, al buio, a temperatura costante. Una volta aperto, il Pinot Grigio in acciaio va consumato entro un paio di giorni; i macerati, più strutturati, reggono qualcosa in più.
Guida all'acquisto
La selezione parte dal quotidiano (10-15 €) con il Pinot Grigio DOC de La Caneva dei Biasio (10,50 €) e il Pinot Grigio delle Venezie di Italo Cescon (13,50 €). Si sale poi con la linea biologica TesiRare di Cescon: il "BiancoGrigio" integro (22 €) e il "GrigioRamato" macerato (28 €), fino alla magnum con bauletto (60 €).
Trovi i prezzi aggiornati e il pulsante d'acquisto nelle schede qui sopra.
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