Merlot del Veneto: il rosso morbido dei piccoli produttori veneti
Il Merlot è un'uva a bacca nera originaria di Bordeaux, in Francia, diffusa in Italia — prevalentemente in Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia — sin dall'Ottocento. Predilige i terreni freschi e umidi, e i suoli alluvionali lungo le sponde del Piave ne sono da sempre un habitat naturale. In questa pagina trovi la nostra selezione di Merlot veneti — 3 etichette da 14,50 € a 30 € — insieme a una guida per capire denominazioni, profilo organolettico, abbinamenti e come scegliere la bottiglia giusta.
Sono vini di piccoli produttori veneti che raccontano zone diverse della regione: dalle rive del Piave ai Colli Berici. La denominazione che incontrerai è Veneto IGT, usata sia per il Merlot in purezza sia per un blend che affianca al Merlot il raro vitigno Marselan.
Merlot del Veneto in breve
Le nostre etichette di Merlot del Veneto
Le etichette di Merlot disponibili su VaiGustando, tutte da piccoli produttori veneti. Clicca su un vino per la scheda completa e l'acquisto.
Il Merlot in Veneto: un'uva internazionale, un carattere locale
Il nome Merlot deriva, secondo la tradizione, dalla predilezione del merlo per i suoi grappoli scuri e dolci. Arrivato in Veneto nell'Ottocento, ha trovato nei terreni argillosi di origine alluvionale lungo il Piave — come quelli delle zone di Fagarè e Vallonto, nel trevigiano — un ambiente ideale di maturazione, capace di ammorbidirne il carattere rispetto alle versioni bordolesi.
È un vitigno versatile: lo si vinifica in purezza, come fa Italo Cescon con il suo Merlot Veneto IGT e con la linea biologica TesiRare, dove l'affinamento in tonneaux gli dà una trama più fitta. C'è anche chi lo mette in dialogo con altre uve, come Redalmo, che nel suo REFONS lo affianca al raro Marselan francese.
Il Merlot nel Veneto: territori e denominazioni
Le nostre etichette di Merlot arrivano da due zone della regione, ognuna con un'impronta riconoscibile:
- Zona del Piave (Fagarè e Vallonto, Treviso) — la pianura alluvionale della Pedemontana Veneta dove Italo Cescon coltiva il suo Merlot, imbottigliato come Veneto IGT.
- Colli Berici (Lonigo, Vicenza) — suoli calcareo-marnosi di origine marina dove Redalmo coltiva le uve del REFONS, blend Marselan e Merlot in Veneto IGT.
- Veneto IGT — la denominazione più libera, usata sia per il Merlot in purezza sia per i blend, ed è quella su cui si affacciano tutte le nostre etichette.
C'è una terza zona che vale la pena conoscere, anche se in questo momento non abbiamo una bottiglia che la rappresenti: l'Asolo Montello DOC, le colline tra Asolo, Monfumo e Castelcucco, dove il Merlot rientra in un disciplinare più rigido e viene affinato a lungo in rovere.
Due interpretazioni dello stesso vitigno, tra la pianura del Piave e i Colli Berici: un piccolo spaccato di come il Veneto sa dare identità diverse alla stessa uva.
Profilo organolettico: come riconoscerlo nel calice
Nel bicchiere il Merlot veneto si presenta di un rosso rubino intenso, spesso con riflessi violacei da giovane e granati con l'affinamento. Al naso è dominato dalla frutta rossa e nera matura — ciliegia, prugna, amarena, ribes — a cui si aggiungono, nelle versioni affinate in legno, note di spezie dolci, cacao e liquirizia.
In bocca è morbido e rotondo, con un tannino gentile e mai aggressivo e un'acidità misurata: proprio questa struttura equilibrata lo rende un rosso di grande bevibilità. La gradazione tipica è di 13-14% vol. Le etichette base restano su un registro fruttato e diretto; quelle affinate in barrique o tonneaux (REFONS, TesiRare) guadagnano complessità speziata e un tannino più vellutato.
I nostri produttori veneti di Merlot
Dietro ogni etichetta c'è una cantina vera, con una storia e un territorio. Ecco chi firma i Merlot che trovi qui:
- Italo Cescon (Fagarè e Vallonto, Treviso) — dal 1957 artigiani del vino sulle rive del Piave; loro il Merlot Veneto IGT "Il Tralcetto" e il Merlot biologico "tulipe" della linea TesiRare. Scopri la cantina →
- Redalmo (Lonigo, Colli Berici) — realtà giovane tra Colli Berici e Val d'Alpone; il loro REFONS unisce Marselan e Merlot in un blend Veneto IGT. Scopri la cantina →
Abbinamenti: cosa mangiare con il Merlot
Per capire con cosa bere il Merlot conviene partire dal suo carattere: un rosso morbido e rotondo, dal tannino gentile e dal frutto pieno di prugna e ciliegia matura. Proprio perché il tannino è setoso e mai spigoloso, non pretende il grande arrosto: si trova a suo agio con i piatti di tutti i giorni, ai quali porta calore e polpa senza coprirli. Il corpo medio e l'acidità misurata lo rendono versatile a tavola, capace di passare da un primo saporito a un secondo di carne bianca senza forzature. La rotondità, in più, avvolge i sapori e addolcisce le preparazioni un po' grasse o leggermente speziate. Le riserve, con qualche mese di legno, guadagnano struttura e reggono cotture più lunghe, ma la vocazione di fondo resta quella di un rosso conviviale, da bere volentieri. La regola è non chiedergli piatti troppo imponenti: dà il meglio quando l'intensità del cibo resta alla sua portata.
- Primi al ragù e paste al forno
- Carni bianche saporite: pollo, coniglio, faraona
- Salumi e affettati, dal crudo alla soppressa
- Carni rosse semplici: polpette, spezzatini, hamburger di manzo
- Formaggi di media stagionatura
Sulle rive del Piave e sui Colli Asolani il Merlot è il rosso di casa, e la cucina della Marca Trevigiana lo asseconda senza fatica. Il piatto-simbolo è lo spiedo dell'Alta Marca, la lunga infilata di carni miste cotta lentamente, che nella morbidezza del Merlot trova un compagno che accompagna invece di coprire. Tiene testa anche alla sopa coada, la zuppa di piccione stratificata col pane e passata al forno, e ai bigoli all'anatra, il grosso spaghetto ruvido condito col sugo d'arna. Chiude il cerchio la soppressa trevigiana e un piatto di radicchio rosso di Treviso ai ferri, dove il frutto di prugna del vino smorza l'amarognolo della foglia.
In sintesi: il Merlot base è il rosso quotidiano da stappare senza pensarci troppo, mentre la riserva, più strutturata, si tiene per il secondo di carne più impegnativo.
Come servire e conservare il Merlot
Servi il Merlot veneto a 16-18 °C, in calici di media ampiezza; il Merlot Veneto IGT di Italo Cescon, più morbido, può essere versato anche a 18-20 °C. Le versioni affinate in botte, come il REFONS di Redalmo o il TesiRare biologico, guadagnano da una breve ossigenazione prima di essere servite.
In cantina, tieni le bottiglie coricate, al buio, a temperatura costante (12-14 °C). Una volta aperto, il Merlot si deteriora piuttosto rapidamente: meglio finirlo nell'arco di un paio di giorni.
Annate e invecchiamento: quando aprirla
Il Merlot veneto non è, in generale, un vino da lunga conservazione: la sua vocazione è la beva pronta e conviviale. Alcune etichette, però, guadagnano struttura dall'affinamento in legno e reggono qualche anno in più:
- Da bere entro 2-3 anni — il Merlot Veneto IGT "Il Tralcetto" di Italo Cescon, con 9 mesi in rovere: frutto e morbidezza sono il suo bello, senza bisogno di attese.
- Da attendere 3-5 anni — il REFONS di Redalmo, affinato 12 mesi in barrique: qualche anno arrotonda il tannino e porta fuori le note di spezia e cacao.
- Merlot biologico in purezza — il TesiRare "Rompicapo tulipe" di Italo Cescon, maturato 6 mesi in tonneaux, si beve bene già giovane ma regge senza problemi 3-4 anni in cantina.
Per conservarle al meglio fino a quel momento, vedi come servire e conservare.
Guida all'acquisto per fascia di prezzo
- Quotidiano (14-16 €) — il Merlot Veneto IGT di Italo Cescon: pronto, morbido, perfetto per tutti i giorni.
- Più strutturato (20-30 €) — il REFONS di Redalmo, blend Marselan e Merlot affinato in barrique, e il TesiRare "Rompicapo tulipe" biologico di Italo Cescon: più complessità, adatti a una cena importante.
Trovi tutti i prezzi aggiornati e il pulsante d'acquisto nelle schede qui sopra.
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