Recioto di Gambellara DOCG
Il Recioto di Gambellara è un vino DOCG prodotto nei Comuni di Gambellara, Montebello Vicentino, Zermeghedo e Montorso Vicentino, ottenuto al 100% da uve Garganega sottoposte ad appassimento naturale. È previsto nelle tipologie classico e spumante. Ha ottenuto la denominazione di origine controllata nel 1970 e quella di origine controllata e garantita nel 2008.
Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.
Caratteristiche
Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.
Recioto di Gambellara Classico
- Colore
- «da paglierino a giallo dorato più o meno intenso con eventuali sfumature ambrate»
- Odore
- «intenso, profumo di frutta matura con eventuali sfumature di vaniglia»
- Sapore
- «caratteristico, armonico, tipico, amabile o dolce, con leggero retrogusto amarognolo, anche vivace come da tradizione, con eventuale percezione di legno»
- Titolo alcolometrico minimo
- 14,00% vol (totale), di cui almeno 11,30% effettivo
Art. 6
Recioto di Gambellara spumante
- Colore
- «da paglierino a giallo dorato più o meno intenso»
- Odore
- «intenso, profumo di fruttato»
- Sapore
- «caratteristico, vellutato, armonico, fruttato, tipico, con eventuali sfumature di vaniglia»
- Titolo alcolometrico minimo
- 14% vol (totale), di cui almeno 11,00% effettivo
Art. 6

Territorio
Gambellara si trova a 22 km da Vicenza e a 30 km da Verona, allo sbocco della valle del Chiampo. Il territorio del Consorzio Gambellara si estende ai piedi del monte Crocetta, antico vulcano oggi spento.13
La zona di produzione del Recioto di Gambellara è un'area delimitata che fa parte dei territori dei Comuni di Gambellara, Montebello Vicentino, Zermeghedo e Montorso Vicentino. Le operazioni di appassimento e di vinificazione devono essere effettuate all'interno della zona di produzione della denominazione di origine controllata Gambellara; per tradizione sono consentite anche nell'intero territorio dei comuni compresi solo in parte in quella zona e nei comuni limitrofi.1
La zona di produzione del Gambellara è localizzata alle estremità sud orientali della Lessinia e si caratterizza per una composizione dei suoli prettamente basaltica, di origine vulcanica; la formazione di queste rocce risale all'epoca geologica dell'Eocene ed è dovuta all'attività vulcanica sottomarina di quel periodo. I periodi di eruzione si dividono in tre cicli, ciascuno dei quali ha dato origine a vulcanoclasti di colorazione diversa: dal grigio, al rossiccio, al giallo.3
La composizione paesaggistica è determinata da due anfiteatri di origine vulcanica. Nell'ambito collinare, dominato da terreno di origine vulcanica, si trova il Parco San Marco con i suoi colonnari basaltici, accanto a calcari presenti in misura minore nelle posizioni sommitali.1
Secondo il disciplinare del Recioto, i suoli tendono a essere uniformemente argillosi, localmente con componente bentonica, con affioramenti di rocce sedimentarie calcaree o calcareo marnose; i terreni che ne derivano sono per la maggior parte franco-argillosi, con presenza più o meno marcata di scheletro. È presente inoltre una zona collinare di tipo calcareo, molto permeabile, mentre in una zona di pianura il suolo è composto da argilla e limo.1
I vigneti sono allevati su rilievi collinari con altitudini variabili tra 50 e 400 metri sul livello del mare e pendenze dei versanti comprese tra il 10% e il 70%. L'area della denominazione comprende inoltre un vasto settore collinare con creste pianeggianti e ondulazioni, tra 250 e 350 metri di quota. Nella zona le precipitazioni superano, nel corso dell'anno, i 1200 mm, mentre i mesi più secchi sono giugno e luglio, che generalmente precedono la vendemmia. L'escursione termica nella zona pianeggiante può superare i 12-14 °C.13
Dal 2004, grazie al lavoro di zonazione viticola dell'Università di Padova, si possono riconoscere sei cru all'interno della DOC Gambellara: Faldeo, Taibane, Monti di Mezzo, San Marco, Creari e Selva, sottozone con un terroir caratteristico.3

Storia
Le prime tracce della coltivazione della vite nella zona risalgono all'epoca romana. Nella prima metà del Cinquecento viene attestata la presenza di un vino bianco, dolce, simile all'attuale Recioto.1
Nell'Ottocento vi fu il primo chiaro riferimento alla coltivazione dell'uva garganega nella zona di Gambellara. La tradizionale forma di allevamento a pergola, che caratterizza ancora oggi molti vigneti, sarebbe stata introdotta dagli Etruschi e poi diffusa in gran parte dell'Italia nord-orientale.13
Nel 1970 il Recioto di Gambellara ottenne la denominazione di origine controllata; nel 2008 ha ricevuto il riconoscimento di denominazione di origine controllata e garantita.1
I vini oggi promossi e tutelati dal Consorzio sono di tre tipologie: Gambellara, Recioto di Gambellara e Gambellara Vin Santo, presentate da alcuni anni anche nella versione classico.2
Servizio
Il Recioto di Gambellara Classico deve essere confezionato in bottiglie di vetro di capacità massima di 1,5 litri, chiuse con tappo raso bocca. Inoltre, su richiesta delle ditte interessate o del Consorzio di tutela, con specifica autorizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, può essere consentito a scopo promozionale l'utilizzo di contenitori tradizionali da 3, 6, 9, 12 e 18 litri.1
Le operazioni di elaborazione del Recioto di Gambellara Spumante devono essere effettuate in stabilimenti situati nell'ambito del territorio della Regione Veneto.1
Denominazioni collegate
Zona di produzione
Comuni della zona
- Gambellara
- Montebello Vicentino
- Montorso Vicentino
- Zermeghedo
Nella stessa zona
Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.
Domande frequenti
Da quali uve si ottiene il Recioto di Gambellara?
Il Recioto di Gambellara si ottiene da uve provenienti, in ambito aziendale, per il 100% dal vitigno Garganega.
Quali tipologie di Recioto di Gambellara esistono?
La denominazione comprende le tipologie classico e spumante.
Come avviene l'appassimento delle uve?
L'appassimento, che tradizionalmente dura dai 60 ai 90 giorni, avviene tramite i cosiddetti picai, eseguiti da mani esperte affinché i grappoli non siano troppo a contatto tra loro; in alternativa l'uva può essere posizionata su graticci chiamati rèle.
Quali sono i requisiti minimi di gradazione alcolica delle uve?
Le uve destinate all'appassimento devono avere un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 10,50% vol; dopo l'appassimento devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 14,00% vol.
Quali sono le rese massime in vino finito?
La resa massima in vino finito non deve superare il 40% per la tipologia Classico e il 50%, comprensivo dei prodotti utilizzati per l'elaborazione dello spumante, per la tipologia Spumante.
Quanta uva per ettaro può essere messa a riposo per il Recioto di Gambellara?
Dopo la tradizionale cernita, il quantitativo massimo di uva da mettere a riposo per la produzione del Recioto di Gambellara non deve superare 6,25 tonnellate per ettaro di vigneto in coltura specializzata.
Come devono essere allevate le viti?
Le viti devono essere allevate esclusivamente a spalliera semplice o doppia, a pergola trentina semplice o doppia o a pergoletta veronese mono o bilaterale aperta con fili trasversali di testata, escluse le pergole con tetti orizzontali e continui. Nei vigneti piantati dopo l'approvazione del disciplinare, nel 2008, i ceppi non possono essere meno di 3.300 per ettaro.
Cantine della denominazione
L'elenco delle cantine del Consorzio di tutela è nella voce Gambellara DOC.
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Fonti
- Disciplinare di produzione Recioto di Gambellara DOCG (MASAF)
- Consorzio Tutela Vini Gambellara, Vini
- Consorzio Tutela Vini Gambellara, Territorio
- Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)
Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 09/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.