Breganze DOC

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Il «Breganze» è una denominazione di origine controllata della provincia di Vicenza, approvata nel 1969. Comprende le tipologie bianco, rosso, Tai, Pinot bianco, Pinot grigio, Vespaiolo, Torcolato, Chardonnay, Sauvignon, Pinot nero, Marzemino, Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet. L'autoctono Vespaiolo, vinificato nelle versioni ferma, spumante e passita, è considerato l'emblema della denominazione; nella versione passita assume il nome di Torcolato.

Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.

Caratteristiche

Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.

Breganze bianco

Colore
«giallo paglierino più o meno carico»
Odore
«vinoso, delicatamente intenso»
Sapore
«rotondo, fresco, di corpo»
Titolo alcolometrico minimo
11,00% vol (totale; 12,00% vol per il superiore)

Art. 6

Breganze rosso

Colore
«rosso rubino vivo, anche intenso, eventualmente tendente al granato con l'invecchiamento»
Odore
«vinoso, caratteristico, talvolta erbaceo con profumo intenso e persistente»
Sapore
«armonico, di corpo, asciutto»
Titolo alcolometrico minimo
11,00% vol (totale; 12,00% vol per il superiore)

Art. 6

Breganze Vespaiolo

Colore
«da paglierino a dorato, piuttosto carico»
Odore
«profumo intenso di fruttato, caratteristico»
Sapore
«pieno, fresco»
Titolo alcolometrico minimo
11,00% vol (totale; 12,00% vol per il superiore)

Art. 6

Breganze Torcolato

Colore
«da giallo oro a giallo ambrato carico»
Odore
«profumo intenso, caratteristico di miele e di uva passita»
Sapore
«da abboccato a dolce, armonico, vellutato, deciso»
Titolo alcolometrico minimo
14,00% vol (totale)

Art. 6

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Territorio

La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata Breganze si trova in provincia di Vicenza. Comprende per intero i territori amministrativi dei comuni di Breganze, Fara Vicentino e Molvena (oggi parte del comune di Colceresa), e in parte quelli dei comuni di Bassano del Grappa, Lugo di Vicenza, Marostica, Mason Vicentino (oggi anch'esso in Colceresa), Montecchio Precalcino, Pianezze, Salcedo, Sandrigo, Sarcedo e Zugliano. Le operazioni di vinificazione possono svolgersi anche nell'intero territorio dei comuni compresi solo in parte nella zona delimitata, nonché nei comuni confinanti con la zona elencati dal disciplinare: Dueville, Lusiana, Pove del Grappa e Schiavon.1

Il territorio abbraccia colline e pianura, attraversato dalle vallate dei fiumi Astico e Brenta. L'area si caratterizza per un bacino ad anfiteatro compreso tra i due fiumi; il margine settentrionale confina con le prime pendici dell'Altopiano di Asiago, da cui si estende un complesso collinare che degrada nella parte pianeggiante dell'alta pianura vicentina, compresa tra il corso del Brenta a oriente e i Monti Lessini a occidente. Sotto il profilo geologico l'area presenta rocce vulcaniche a chimismo basico, sedimentarie e alluvionali. Le precipitazioni annue sono comprese tra 800 e 1100 mm, con due picchi in autunno e in primavera.12

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Storia

Nel 1200 il Podestà di Vicenza decretò il disboscamento a favore della vite nella zona di Breganze. Nel 1295 a Bassano fu redatto il Codice Vineale, o Vignale, noto anche come Statuti di Bassano, considerato il precursore degli odierni disciplinari di produzione. In quel periodo la vite era coltivata bassa in collina, con produzione prevalentemente di vini bianchi, mentre in pianura era coltivata alta, con produzione di vini rossi.1

Durante il periodo della Repubblica di Venezia i vini di Breganze, in particolare il Vespaiolo, entrano nei racconti degli avvenimenti del tempo. Nel 1610 un Itinerario cita Breganze come "famosa per i vini dolci e saporiti che produce". Nel 1855, in occasione della prima Mostra dei prodotti Primitivi del Suolo tenutasi a Vicenza, un catalogo elencò 120 varietà di uve a bacca rossa e 77 a bacca bianca, tra cui la vespaiola, detta anche bresparola.1

Dopo la seconda guerra mondiale si apre una nuova fase viticola per Breganze, con l'incentivazione della messa a dimora di nuove barbatelle di vespaiolo.1

La denominazione di origine controllata Breganze è stata approvata con DPR del 18 luglio 1969. Con tale riconoscimento la DOC comprendeva i vini Breganze Rosso, Cabernet, Pinot Nero, Bianco, Pinot Bianco e Vespaiolo. Si tratta del primo riconoscimento di questo tipo ottenuto nel Vicentino.12

Con le modifiche del disciplinare del 1995 e del 2008 il numero dei vini a denominazione Breganze è stato portato fino a 16. Dal 1995 anche il Torcolato può fregiarsi della denominazione di origine controllata Breganze. Il disciplinare è stato successivamente modificato il 7 marzo 2014. Il 19 gennaio 2002 si è ufficialmente costituita, in piazza Mazzini a Breganze, la Magnifica Fraglia Torcolato D.O.C. Breganze.12

Servizio

Il vino a denominazione di origine controllata Breganze Torcolato non può essere immesso al consumo prima del 31 dicembre dell'anno successivo a quello della vendemmia.1

I vini designati con la menzione riserva devono essere confezionati in bottiglie di vetro, con divieto di chiusure a corona, a strappo o a vite. Il Torcolato deve essere confezionato in bottiglie di vetro, chiuse unicamente con tappi raso bocca. Per le tipologie riserva e per il Torcolato il tappo a vite è consentito esclusivamente per il confezionamento in recipienti di capacità fino a 0,250 litri.1

Zona di produzione

Mappa dei comuni della zona di produzione
Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0).

Comuni della zona

  • Bassano del Grappa
  • Breganze
  • Colceresa
  • Fara Vicentino
  • Lugo di Vicenza
  • Marostica
  • Montecchio Precalcino
  • Pianezze
  • Salcedo
  • Sandrigo
  • Sarcedo
  • Zugliano

Nella stessa zona

Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.

Domande frequenti

Quali comuni rientrano nella zona di produzione del Breganze?

Rientrano per intero i comuni di Breganze, Fara Vicentino e Molvena (oggi parte del comune di Colceresa), e in parte i comuni di Bassano del Grappa, Lugo di Vicenza, Marostica, Mason Vicentino (oggi anch'esso in Colceresa), Montecchio Precalcino, Pianezze, Salcedo, Sandrigo, Sarcedo e Zugliano.

Che cos'è il Torcolato?

Il Torcolato è una tipologia della denominazione Breganze ottenuta da uve passite di Vespaiolo, tramite cernita delle uve fino a un massimo del 65% della produzione ammessa a ettaro.

Perché l'uva si chiama Vespaiola?

L'uva Vespaiola viene chiamata così perché il suo succo è particolarmente dolce e per questo è amato dalle vespe.

Qual è la resa massima dell'uva in vino per il Breganze?

La resa massima dell'uva in vino finito non deve essere superiore al 70% per tutti i vini della denominazione, ad eccezione del Torcolato; qualora si superi questo limite, ma non oltre il 75%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine, mentre oltre il 75% il diritto alla denominazione decade per tutto il prodotto. Per il Torcolato la resa massima non deve essere superiore al 50%.

Dove si elabora il Vespaiolo spumante?

Le operazioni di elaborazione del vino Breganze Vespaiolo spumante devono avvenire entro il territorio della Regione Veneto.

Che cosa richiede la menzione superiore?

La qualificazione aggiuntiva superiore può essere utilizzata dai vini Breganze bianco, rosso, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Marzemino, Merlot, Tai, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Vespaiolo, Chardonnay e Sauvignon. Le uve destinate a questi vini devono avere un titolo alcolometrico volumico minimo naturale dell'11% vol.

Abbinamenti

Ricette del blog di Vaigustando che indicano questa denominazione in abbinamento.

I vini di questa denominazione su VaiGustando

Cantine della denominazione

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Fonti

  1. Disciplinare di produzione Breganze DOC (MASAF)
  2. Consorzio Tutela Vini DOC Breganze, Il consorzio
  3. Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)

Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 09/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.