Galea Garganega Veneto IGT

Galea Garganega Veneto IGT

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Galea Garganega Veneto IGT

Galea Garganega Veneto IGT

Prodotto in Veneto
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€15,50 Prezzo unitario €20,67/l
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Il Prodotto in Breve:

✓ Vitigno: Garganega

✓ Zona di produzione: Mossano, Colli Berici – Vicenza, Veneto

✓ Vendemmia manuale a fine settembre

✓ Fermentazione in acciaio inox con lieviti indigeni e pied de cuve

✓ Una parte delle uve macera sulle bucce per 3 giorni a basse temperature; la parte restante viene diraspapigiata e pressata

✓ Affinamento: 6 mesi in acciaio inox

✓ Sistema di allevamento: Guyot

✓ Gradazione alcolica: 11,5% vol.

Galea rappresenta un vino agile ma elegante, come l’omonima imbarcazione. “Fin che la galea va, lasciala esplorare”: il nome scelto da Masiero Wine racconta bene lo spirito di questa Garganega Veneto IGT, un vino che nasce sulla collina di Mossano, nel cuore dei Colli Berici, e interpreta il vitigno attraverso una vinificazione essenziale, giocata sulla freschezza e sul rapporto diretto con l’uva. Le viti di Garganega sono allevate a Guyot e le uve vengono raccolte manualmente alla fine di settembre. La vinificazione avviene nella cantina di Lumignano, sul versante orientale dei Colli Berici. Dopo la raccolta, una parte delle uve rimane a contatto con le bucce per 3 giorni a bassa temperatura, mentre la parte restante viene diraspapigiata e successivamente pressata. La fermentazione si svolge in serbatoi di acciaio inox con lieviti indigeni, attraverso l’utilizzo di un pied de cuve.

La breve macerazione di una parte delle uve permette di ricercare maggiore materia ed espressione aromatica senza perdere l’agilità che caratterizza Galea. Il vino affina quindi per 6 mesi esclusivamente in acciaio inox prima dell’imbottigliamento, senza alcun passaggio in legno. Nel bicchiere Galea esprime un profilo fresco e fragrante, con note di fiori bianchi, agrumi e frutta a polpa bianca, accompagnate da leggere sfumature erbacee e minerali. Al palato è agile e dinamico, sostenuto dalla freschezza e da una piacevole sapidità, mentre il breve contatto con le bucce contribuisce a dare maggiore consistenza e profondità al sorso. Un equilibrio tra immediatezza e carattere che interpreta la Garganega dei Colli Berici in una veste personale e contemporanea. Galea racconta così un’altra anima del progetto Masiero Wine: una Garganega Veneto IGT fresca, scorrevole ed elegante, capace di esplorare il territorio dei Colli Berici attraverso fermentazioni spontanee, breve macerazione e un affinamento interamente in acciaio.

Il Territorio

Dalle terre vulcaniche del Soave alle colline calcaree dei Berici, un viaggio tra Verona e Vicenza alla scoperta di due territori che raccontano anime diverse e complementari del vino veneto.

A est di Verona, il Soave si distende sulle colline che accompagnano la pianura verso i rilievi della Lessinia. Più a est, nel territorio vicentino, emergono i Colli Berici, un sistema collinare dalla forte identità geologica e paesaggistica. Due territori distinti, accomunati da una storia viticola antica e da un rapporto con la terra che ancora oggi determina il carattere dei loro vini. Qui la vite non è semplicemente una coltura. È parte del paesaggio, della storia delle famiglie e dell'identità dei paesi. Filari, muretti, corti rurali, ville, castelli e piccoli borghi raccontano una civiltà agricola costruita nel corso dei secoli, nella quale il vino è diventato uno dei modi più autentici per interpretare il territorio.

Soave: la terra dei vulcani e della Garganega

Il Soave è uno dei territori storici del vino italiano. Il suo cuore si trova sulle colline orientali della provincia di Verona, intorno ai comuni di Soave e Monteforte d'Alpone, dove la vite occupa pendii e dorsali modellati da un'origine geologica straordinariamente complessa. Il borgo medievale di Soave, dominato dal suo castello e ancora racchiuso dalle antiche mura, è l'immagine più conosciuta di questo territorio. Ma per comprenderne davvero i vini bisogna salire sulle colline, seguendo le strade che attraversano vigneti, contrade e piccoli nuclei rurali fino a Monteforte d'Alpone.

È qui che emerge uno degli elementi più affascinanti del Soave: la sua origine vulcanica. Milioni di anni fa questa parte del Veneto fu interessata da un'intensa attività vulcanica. Basalti, rocce laviche e tufi affiorano ancora oggi in molte delle colline orientali della denominazione, alternandosi a zone di matrice calcarea. È una diversità geologica che si riflette direttamente nei vini, dando vita a interpretazioni differenti anche a poca distanza l'una dall'altra.

Su queste terre la Garganega ha trovato nei secoli il proprio habitat naturale. Vitigno antico e profondamente legato al territorio veronese, la Garganega possiede una naturale capacità di interpretare il luogo in cui cresce. Nei migliori vigneti collinari del Soave sa unire maturità del frutto, freschezza, tensione e una componente sapida e minerale che diventa progressivamente più evidente con il tempo. Accanto alla Garganega trova spazio il Trebbiano di Soave, presenza storica capace di contribuire con freschezza e precisione al profilo dei vini.

Il Soave Classico identifica il nucleo storico della denominazione, sulle colline di Soave e Monteforte d'Alpone. È un paesaggio costruito nel tempo, dove in molti punti la viticoltura si sviluppa su pendii importanti e il lavoro dell'uomo ha seguito la morfologia naturale delle colline anziché modificarla. Qui altitudine, esposizione, ventilazione e natura dei suoli cambiano da una contrada all'altra. È proprio questa frammentazione a rendere il Soave un territorio sorprendentemente articolato: non un unico vino, ma molte interpretazioni della Garganega e della collina veronese.

Nei vini più giovani prevalgono freschezza, fiori, frutto e immediatezza. Nei Soave provenienti dai vigneti più vocati e lasciati evolvere, il tempo porta invece alla luce una dimensione più profonda: note di erbe, agrumi maturi, frutta gialla, pietra e sfumature minerali si intrecciano in vini capaci di acquistare complessità anche dopo diversi anni. È forse proprio il tempo uno degli strumenti migliori per comprendere il grande Soave: vini apparentemente delicati da giovani possono rivelare, con l'evoluzione, una profondità e una longevità sorprendenti.

Colli Berici: pietra, sole e grandi rossi

Lasciando il Veronese e spostandosi verso Vicenza, il paesaggio cambia. I Colli Berici emergono dalla pianura vicentina come un'isola di colline. Il profilo è più morbido, il clima generalmente più caldo e la vegetazione mediterranea convive con boschi, ulivi e vigneti. Ville venete, piccoli borghi e antiche corti rurali testimoniano una storia nella quale agricoltura e cultura hanno modellato insieme il paesaggio.

Anche qui è la geologia a definire profondamente l'identità del vino. I Colli Berici hanno una prevalente matrice calcarea e sedimentaria, derivata da antichi fondali marini, alla quale si affiancano in alcune aree testimonianze di attività vulcanica. Rocce calcaree, argille e terreni ricchi di scheletro creano condizioni particolarmente favorevoli alla vite, mentre l'esposizione delle colline e il clima relativamente mite permettono maturazioni complete e regolari.

Se il Soave trova la propria voce più riconoscibile nella Garganega, i Colli Berici mostrano invece una spiccata vocazione per i vini rossi. Il vitigno simbolo è la Tai Rosso, varietà storicamente radicata soprattutto nell'area di Barbarano e dei Berici meridionali. È un'uva capace di dare vini fragranti, speziati e di grande bevibilità, nei quali il frutto incontra spesso note di erbe mediterranee e una trama delicatamente sapida.

Accanto alla Tai Rosso, i Colli Berici hanno dimostrato nel tempo una particolare affinità con varietà come Carmenère, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. Il clima, le esposizioni e i terreni calcareo-argillosi permettono a queste uve di raggiungere maturazioni profonde mantenendo equilibrio, dando origine a vini capaci di coniugare struttura, eleganza e longevità. Anche il Carmenère, a lungo confuso nei vigneti con il Cabernet Franc, ha trovato nei Colli Berici una delle sue espressioni italiane più interessanti.

Due territori, due modi di raccontare il Veneto

Soave e Colli Berici sono separati da pochi chilometri di pianura, ma raccontano due anime profondamente diverse della viticoltura veneta. Nel Soave dominano la Garganega, le antiche terre vulcaniche, l'altitudine e la tensione dei grandi bianchi. Nei Colli Berici il paesaggio diventa più caldo e mediterraneo, il calcare assume un ruolo centrale e sono soprattutto i rossi a trovare profondità e carattere.

Da una parte le colline di Monteforte d'Alpone e Soave, con le loro contrade e i vigneti che affondano le radici in antiche rocce vulcaniche. Dall'altra le alture vicentine, dove calcare, argilla, boschi e vigne accompagnano lo sguardo verso la pianura. A unirli è una cultura agricola antica, fatta di famiglie, vigneti tramandati, osservazione delle stagioni e conoscenza dei singoli appezzamenti.

Oggi questi territori stanno vivendo una nuova stagione. Sempre più produttori lavorano per riportare al centro vigneto, biodiversità, identità dei suoli e riconoscibilità delle singole zone, cercando nei vini non soltanto qualità, ma una relazione sempre più precisa con il luogo da cui provengono. Perché il valore più profondo di questi territori non sta semplicemente nella loro capacità di produrre grandi vini. Sta nella possibilità di riconoscere, dentro un bicchiere, la collina da cui quel vino proviene.

Il basalto e la Garganega del Soave. Il calcare, il sole e i rossi dei Colli Berici. Due paesaggi, due identità, due modi diversi di raccontare attraverso il vino la straordinaria varietà del Veneto.

Il Produttore

Ci sono progetti che nascono da una lunga storia familiare e altri che prendono forma dalla scelta di tornare alle proprie radici per costruire qualcosa di nuovo. Masiero Wine appartiene a questa seconda storia. La cantina nasce nel 2023 dall'idea di Mattia Masiero, giovane enologo che, dopo diverse esperienze in Italia e all'estero, sceglie di tornare sui Colli Berici (VI) e partire dai vigneti di famiglia per dare vita a un progetto personale. Una cantina giovane, dunque, ma profondamente legata alla terra da cui nasce, costruita intorno a un principio essenziale: lasciare che siano uva, vigneto e annata a definire l'identità del vino.

Territorio. Qualità. Innovazione. Sono le tre parole con cui Masiero racconta il proprio lavoro. L'innovazione, però, non coincide con la ricerca della tecnologia fine a se stessa. È piuttosto un modo contemporaneo di guardare alla viticoltura, recuperando pratiche essenziali e accompagnandole con la conoscenza e la sensibilità di una nuova generazione di vignaioli. Mattia segue personalmente il percorso dalla vigna alla cantina, cercando vini diretti, riconoscibili e capaci di mantenere un legame preciso con il luogo da cui provengono.

Mossano e i Colli Berici

I vigneti di Masiero si trovano a Mossano, nel cuore dei Colli Berici, in provincia di Vicenza. Sono circa 3,5 ettari di vigne inseriti in un paesaggio collinare dove boschi, coltivazioni e aree naturali costruiscono un ambiente ricco di biodiversità. La cantina si trova invece a Lumignano, sul versante orientale dei Berici, dove le uve vengono trasformate seguendo personalmente ogni fase della vinificazione.

I Colli Berici emergono dalla pianura vicentina come un'isola di colline e custodiscono una geologia complessa, nella quale la roccia calcarea assume un ruolo fondamentale accanto ad argille rosse e, in alcune aree, formazioni basaltiche di origine vulcanica. Altitudine, esposizioni, ridotta piovosità e importanti escursioni termiche contribuiscono a creare condizioni particolarmente favorevoli alla viticoltura e soprattutto alla produzione di vini rossi di carattere.

È in questo ambiente che Masiero cerca la propria identità: non imponendo uno stile al territorio, ma cercando di comprenderne le differenze e di trasferirle nel vino attraverso un lavoro poco invasivo.

Tai Rosso: le radici dei Colli Berici

Tra le varietà coltivate sui Colli Berici ce n'è una che più di ogni altra racconta l'identità di queste colline: il Tai Rosso. Conosciuto in passato come Tocai Rosso, appartiene alla stessa famiglia genetica del Grenache francese, della Garnacha spagnola e del Cannonau sardo, ma nel Vicentino ha sviluppato nel corso dei secoli una propria identità profondamente legata al territorio.

È una varietà che ama luce e calore e che trova condizioni particolarmente favorevoli nei terreni più magri e asciutti dei Berici. Tradizionalmente dà vini dal colore rubino non eccessivamente intenso, fragranti e caratterizzati dal frutto rosso, dalle spezie e da una trama tannica delicata. Ma è soprattutto la sua capacità di assumere sfumature differenti a seconda del vigneto e della vinificazione a renderlo uno dei vitigni più interessanti del territorio.

Per Masiero il Tai Rosso non rappresenta semplicemente una varietà da coltivare: diventa uno degli strumenti principali attraverso cui raccontare i Colli Berici. Due vini ne interpretano anime differenti: Radici e Retai.

Radici e Retai: due interpretazioni del Tai Rosso

Il nome Radici racchiude già il significato del vino. È il legame con il luogo da cui Mattia proviene e con una varietà che appartiene alla memoria viticola dei Colli Berici. Le uve vengono raccolte manualmente e fermentano in acciaio con lieviti indigeni e pied de cuve. La macerazione sulle bucce dura dodici giorni, accompagnata da follature manuali; il vino prosegue poi il proprio percorso con 12 mesi in barrique di terzo passaggio e altri 6 mesi in bottiglia. Un'interpretazione del Tai Rosso che cerca profondità e capacità evolutiva senza perdere il carattere del vitigno.

Retai percorre invece una strada differente. Il nome nasce dall'idea di un ritorno al passato che continua a guardare verso il futuro: perché, nella visione di Masiero, a volte per andare avanti è necessario guardare indietro. Le vigne sono allevate a Guyot su una collina di Mossano, la raccolta è manuale e anche qui la fermentazione avviene spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e al pied de cuve. La macerazione è più breve, cinque giorni sulle bucce, mentre l'affinamento avviene per sei mesi esclusivamente in acciaio.

Sono così due letture dello stesso vitigno e dello stesso territorio: una più profonda e costruita attraverso il tempo, l'altra più immediata e orientata alla purezza del frutto. In entrambe rimane centrale la volontà di lasciare riconoscibile il Tai Rosso dei Colli Berici.

Meno intervento, più identità

La stessa filosofia accompagna tutto il lavoro di Masiero Wine. La raccolta e gran parte delle operazioni vengono effettuate manualmente, mentre in cantina le fermentazioni partono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni. L'utilizzo del pied de cuve permette di accompagnare l'avvio della fermentazione senza ricorrere a lieviti selezionati, mentre le aggiunte vengono mantenute al minimo.

Non è una ricerca dell'imperfezione né una scelta ideologica. È piuttosto la volontà di intervenire soltanto quando necessario, mettendo la competenza enologica al servizio dell'uva invece di utilizzarla per costruire uno stile prestabilito.

In questa visione tradizione e innovazione smettono di essere opposti. Guardare indietro significa recuperare manualità, fermentazioni spontanee e attenzione al vigneto; guardare avanti significa interpretare queste pratiche attraverso conoscenza, precisione e consapevolezza contemporanee.

Dai rossi alla Garganega: le diverse anime dei Berici

Il Tai Rosso occupa un posto centrale, ma non esaurisce il racconto di Masiero. La produzione attraversa alcune delle varietà che hanno trovato sui Colli Berici una propria espressione, costruendo una piccola collezione di vini differenti per carattere e vinificazione.

Preludio rappresenta l'inizio del percorso e il primo vino pensato e prodotto da Mattia; Radici e Retai esplorano due volti del Tai Rosso; con Galea e Spettinato entra invece in scena la Garganega, altra varietà profondamente radicata nella viticoltura vicentina. Spettinato ne interpreta anche il volto più immediato e anticonvenzionale attraverso una versione frizzante col fondo, non filtrata e non sboccata.

Non una gamma costruita per seguire uno schema, quindi, ma vini che nascono dalla volontà di sperimentare intorno alle varietà e ai vigneti disponibili, mantenendo sempre riconoscibile il punto di partenza: i Colli Berici.

Masiero Wine è una cantina giovane che ha scelto di ripartire dalle proprie radici. Nei vigneti di Mossano, Mattia Masiero interpreta i Colli Berici attraverso fermentazioni spontanee, lavoro manuale e interventi essenziali. Al centro, il Tai Rosso: vitigno simbolo di queste colline e filo conduttore di un progetto che guarda al futuro senza dimenticare da dove viene.

Territorio. Qualità. Innovazione. Tre parole che sintetizzano una cantina nata nel 2023 ma costruita su qualcosa di molto più antico: il rapporto tra una famiglia, le proprie vigne e i Colli Berici. Dal Tai Rosso di Radici e Retai alla Garganega, fino alle altre interpretazioni della cantina, Masiero Wine racconta una nuova generazione del vino vicentino, nella quale conoscenza enologica e rispetto della materia prima diventano strumenti per raggiungere un obiettivo semplice e ambizioso: lasciare che sia il territorio a parlare attraverso il vino.

Conservazione
  • Conservare in luogo fresco e asciutto
Politica di Reso

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