San Martino della Battaglia DOC
Il «San Martino della Battaglia» è una denominazione di origine controllata riservata ai vini bianco e liquoroso, prodotta tra le province di Verona e Brescia, a sud del lago di Garda. È stata approvata con DPR il 26 marzo 1970; la tipologia liquoroso è stata riconosciuta a partire dal 1990.
Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.
Caratteristiche
Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.
San Martino della Battaglia
- Colore
- «giallo citrino tendente al dorato con l’affinamento»
- Odore
- «evoluto, intenso, caratteristico»
- Sapore
- «fresco, secco rotondo, con retrogusto leggero di mandorla»
- Titolo alcolometrico minimo
- 11,50% vol (totale)
Art. 6
San Martino della Battaglia liquoroso
- Colore
- «giallo tendente al dorato con l’affinamento»
- Odore
- «intenso, caratteristico»
- Sapore
- «gradevolmente dolce, vellutato, armonico e generoso, con retrogusto leggero di mandorla eventualmente con sapore di legno derivante dall’affinamento in botte»
- Titolo alcolometrico minimo
- 15,00% vol (totale)
Art. 6

Territorio
La zona di produzione del «San Martino della Battaglia» è collocata a cavallo tra le province di Verona e Brescia, al confine tra le colline moreniche e l'entroterra a sud del lago di Garda. Il lago determina condizioni climatiche che favoriscono lo sviluppo dei vigneti lungo le sue rive. Sono idonei unicamente i vigneti collinari e pedecollinari di buona esposizione, su terreni di natura prevalentemente calcareo argillosa, misti a buona parte di scheletro, o su terreni simili.1

Storia
Gli agricoltori della zona coltivarono il vitigno Trebbiano nell'argilla della Lugana, espandendo la coltivazione dal centro verso la periferia, ma quando si usciva dal terreno tipico le caratteristiche del vino ottenuto alla periferia, legate essenzialmente alla natura del terreno, andavano perse. Per questo il Lugana prodotto nella zona, tranne quello delle isole di terreno uguali a quello della Lugana vera e propria, non era di qualità simile al vero vino Lugana e, poiché ne portava il nome, si pensò che con il tempo avrebbe creato confusione nel consumatore. L'ispettorato provinciale dell'Agricoltura di Brescia, per salvaguardare il buon nome del vino Lugana e permettere la coltivazione della vite nella zona, consigliò, dopo accurati esami dei vigneti esistenti, il vitigno Tocai Friulano. La denominazione di origine controllata «San Martino della Battaglia» è stata approvata con DPR il 26 marzo 1970.1
Agli inizi degli anni 80 si pensò di produrre nuovamente un vino da dessert a partire dalle uve sovramaturate di Tocai San Martino della Battaglia, raccolte con vendemmia tardiva. La denominazione di origine controllata per la tipologia liquoroso è stata ottenuta a partire dal 1990, dopo averne dimostrato la storicità.1
Servizio
Sulle bottiglie di vino a denominazione di origine controllata «San Martino della Battaglia» deve figurare l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.1
Qualora sia confezionato in recipienti da 0,375 a 3 litri, il vino può essere immesso al consumo solo in bottiglie di vetro con tappo di sughero. Il vino San Martino della Battaglia liquoroso deve essere immesso al consumo in recipienti di vetro di capacità inferiore o uguale a 1,0 litri e con tappo di sughero.1
Nella designazione dei vini può essere utilizzata la menzione «vigna» a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati, che tale menzione, seguita dal toponimo o nome tradizionale, sia riportata anche nella denuncia delle uve, nei registri e nei documenti di accompagnamento, e che figuri nell'apposito elenco regionale.1
Zona di produzione
Comuni della zona
- Peschiera del Garda
- Desenzano del Garda (Lombardia)
- Lonato del Garda (Lombardia)
- Pozzolengo (Lombardia)
- Sirmione (Lombardia)
Nella stessa zona
Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.
Domande frequenti
Quali tipologie di vino comprende la denominazione San Martino della Battaglia?
La denominazione è riservata ai vini bianco e liquoroso.
Da quale vitigno è prodotto il San Martino della Battaglia?
La denominazione è riservata al vino ottenuto per almeno l'80% da uve provenienti, nell'ambito aziendale, dal vitigno Tocai Friulano.
Qual è la resa massima delle uve in vino?
La resa massima delle uve in vino non può superare il 70%, sia per il vino bianco sia per il liquoroso.
Quale titolo alcolometrico devono assicurare le uve?
Le uve destinate al vino bianco devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 11,00% vol; quelle destinate al liquoroso, di 12,00% vol. Si tratta di valori minimi riferiti alle uve, non al vino finito.
Quali requisiti deve avere il vino all'immissione al consumo?
Il vino bianco deve avere titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,50% vol, acidità totale minima 4,50 g/l ed estratto non riduttore minimo 15,00 g/l. Il liquoroso deve avere titolo alcolometrico volumico totale minimo 15,00% vol, zuccheri residui non inferiori a 40,00 g/l, acidità totale minima 4,00 g/l ed estratto non riduttore minimo 17,00 g/l. Sono tutti valori minimi.
Quali regole valgono per gli impianti e per la produzione di uva per ettaro?
I nuovi impianti e i reimpianti devono avere non meno di 3000 ceppi per ettaro, calcolati sul sesto d'impianto. In coltura specializzata, la produzione massima di uva per ettaro è di 11,50 tonnellate per il vino bianco e di 8 tonnellate per il liquoroso.
Cantine della denominazione
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Fonti
- Disciplinare di produzione San Martino della Battaglia DOC (MASAF)
- Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)
Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 09/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.